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mercoledì 28 dicembre 2016

Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali

Un film di Tim Burton. Con Eva Green, Asa Butterfield, Samuel L. Jackson, Judi Dench, Rupert Everett. continua» Titolo originale Miss Peregrine's Home For Peculiar Children. Avventura, Ratings: Kids+13, durata 127 min. - USA 2016. - 20th Century Fox uscita giovedì 15 dicembre 2016.

Un film ispirato e personale, abitato in un mondo di infanzia eterna

Jacob ha sedici anni, una madre distratta e un padre pragmatico. Timido e impacciato è cresciuto col nonno, Abraham Portman, sfuggito alle persecuzioni naziste e riparato in un orfanotrofio diretto da Miss Peregrine. Di quell'infanzia, spesa in un'isola a largo del Galles, Abraham racconta meraviglie incantando Jacob e cogliendone la natura peculiare. Perché Jacob, proprio come suo nonno, è un ragazzino speciale che scoprirà la sua vocazione in circostanze drammatiche. Alla morte del nonno, ucciso dal suo peggiore incubo, Jacob decide di lasciare la Florida per il Galles, alla ricerca di qualcosa che possa spiegare le sue ultime volontà. Spiaggiato sull'isola, scopre molto presto che Miss Peregrine non era un'invenzione di una mente senile ma una giovane donna che accudisce ragazzi con doni speciali. Doni che mostri avidi e voraci vorrebbero possedere. Protetti da un loop temporale, Jacob e compagni risponderanno alla minaccia.
Invisibili o più leggeri dell'aria, dotati di una forza gigantesca o di una bocca vorace, pieni di fuoco o di api, i ragazzi letterari di Ransom Riggs forniscono a Tim Burton il soggetto ideale. Trasposizione del romanzo omonimo, Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali abita un mondo di infanzia eterna, affollato di ragazzini sensibili e lunari a cui mostri invisibili vorrebbero divorare gli occhi. Burton realizza un film ispirato e personale, risalendo il tempo col suo protagonista e pescando di nuovo eroi fuori dal comune e schiusi alla vita da adulti illuminati. Vecchi folli, mentori immortali, padri mitomani, nonni affabulatori che raccontano una vita sognata. Ma poi sognata lo è davvero? Interpretato da Terence Stamp, che come Vincent Price, Martin Landau e Albert Finney è attore di prestigio e portatore di un immaginario cinematografico fantasmagorico, Abraham Portman alimenta la fantasia del nipote lasciando emergere la poesia del diverso. E Jacob cresce diverso, pieno dell'unica luce che possiamo sperare di ricevere, il bagliore dello stupore e la volontà di crederci.
Jacob, alla maniera di Alice, è curioso fin dalla soglia e per questo viene precipitato in un loop temporale dove non si tratta più di riavvolgere il tempo per modificare un avvenimento e scampare le conseguenze. A questo giro di anello si agisce con qualcuno o contro qualcosa che arriva dall'esterno. Effetto speciale carico di affetti speciali, il loop è il dono segreto di Miss Peregrine, l'intervallo perpetuo in cui nasconde i suoi orfani e attraverso cui si spiega la favola di Burton, passando dalla nostra epoca a un'altra (situata in un giorno preciso del 1943). Una favola che scongiura il pessimismo storico e giura che la storia non si ripete mai uguale a se stessa, un'avventura che piega il tempo per trasformarlo e moltiplicarne gli esiti. In Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali il loop è un passaggio aperto nella linearità del tempo in cui provano a infilarsi forze malvagie invisibili e ghiotte di vita eterna che derivano il loro potere da un singolare regime alimentare: gli occhi dei bambini.
Tema ricorrente al cinema (Hitchcock, Buñuel, Pasolini), la mutilazione dell'occhio è un attacco diretto allo spettatore, alla sua natura, al posto che occupa e che esige occhi spalancatamente aperti sullo schermo. Burton riprende l'angoscia infantile di perdere gli occhi e come in un racconto di Hoffmann ("L'uomo della sabbia") ne mette in scena il trauma, convertendo la negazione brutale della visione in creazione poetica. Una battaglia finale tra mostri gentili e giganti tentacolari, bersagliati con palle di neve, coriandoli e zucchero filato, che rende finalmente visibili al mondo i cattivi. Cattivi carnivori e senza occhi, invisibili per tutti ad eccezione di Jacob e di Abraham, ragazzo speciale tra ragazzi speciali promessi alla morte durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma il film di Burton non è la metafora edulcorata di quella guerra e del suo olocausto. I ragazzi del titolo, invisibili, leggeri, 'affamati', infiammabili, erculei, vivono un tempo parallelo ancora accessibile dai mostri, che hanno smesso le divise e dissimulato la ferocia dietro la disposizione a cambiare sembianza. Con Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali, Burton ritrova il cammino dell'infanzia dell'arte, dirigendo uno scontro tra scheletri col cuore e creature senza cuore che omaggia Ray Harryhausen, maestro degli effetti speciali à l'ancienne.
L'immaginario artigianale e poetico dell'autore riprende respiro e disegna un nuovo eroe in viaggio dentro un espediente narrativo, che permette a Jacob di scoprire se stesso e il dono che ignorava e rilancia senza fine la stessa minaccia (una bomba nazista o un hollow famelico), arrestandola quando il peggio sta per arrivare. Serbatoio delle sue ossessioni, l'orfanotrofio di Miss Peregrine è un rifugio, uno spazio in cui condensare il suo stile, un museo espressionista in cui ogni bambino richiama e replica i marginali della sua filmografia. E di nuovo l'accesso è consentito soltanto a persone speciali, quelle che credono che un'altra umanità e un altro mondo siano possibili. "Non c'è più niente da esplorare", osserva il padre di Jacob, ornitologo disincantato ma Jacob scoprirà che ci sono ancora mondi paralleli da esplorare (i loop), dove un uccello può nascondere una paladina intrepida.
Incarnata da Eva Green, bellezza gotica e perturbante, Miss Peregrine è la guardiana del tempo e del tempio, signorina con orologio da tasca e pipa che avrà bisogno di un giovane eroe per trionfare sul male. Un adolescente persuaso di essere normale, che a forza di risalire e discendere il tempo troverà l'amore e una delle dichiarazioni più belle della storia del cinema. Perché come il ladro di Robert Bresson, Jacob ha dovuto fare un giro lunghissimo per raggiungere la sua Emma. Nel Diario di un ladro, il protagonista si rivolgeva a Marika Green, che (sorpresa) è la zia di Eva Green. Un rompicapo temporale misterioso e sospeso quello di Tim Burton, che pratica l'eterno ritorno, inizia alla vita e incontra l'attrice dei suoi sogni nel migliore dei mondi possibili.

domenica 11 dicembre 2016

Una vita da gatto

Un film di Barry Sonnenfeld. Con Kevin Spacey, Jennifer Garner, Robbie Amell, Cheryl Hines, Mark Consuelos. continua» Titolo originale Nine Lives. Commedia, Ratings: Kids, durata 87 min. - USA 2016. - Lucky Red uscita mercoledì 7 dicembre 2016.

Un gradevole film per famiglie dall'evidente ispirazione disneyana

Tom Brand è un magnate multimilionario animato da ambizioni gigantesche: l'ultima è la costruzione del grattacielo più alto di Manhattan, che deve a tutti i costi superare quello rivale di Chicago. Nel suo delirio di onnipotenza Tom non si accorge della dedizione, a lui e alla sua azienda, del figlio di primo letto David, né ha tempo per frequentare Rebecca, la ragazzina nata dal secondo matrimonio con la paziente Lara. Quando si accorge di aver dimenticato di comprare un regalo per l'undicesimo compleanno di Rebecca, Tom chiede alla figlia cosa voglia e lei sventuratamente risponde: "Un gatto". Nonostante odi i gatti, Tom per quieto vivere acconsente, ma appena acquistato il pelosissimo Mister Fuzzypants dall'enigmatico proprietario del negozio di animali Felix Perkind, il magnate ha un terribile incidente che getta il suo corpo in un coma profondo. Lo spiritaccio di Tom è però transitato all'interno di Mister Fuzzypants, il quale da quel momento non farà altro che cercare di farsi riconoscere da moglie e figli al di là delle sembianze feline.
Prodotto dalla casa cinematografica francese EuropaCorp di Luc Besson, Una vita da gatto è uno strano ibrido cinematografico che mescola l'evidente ispirazione disneyana (alla Tutto accadde un venerdì o F.B.I. - Operazione gatto, per intenderci) per fare leva su almeno due ossessioni contemporanee: quella per i filmati internettiani che vedono protagonisti i gatti, citati nei titoli di testa, e quella di certi uomini per la lunghezza del pisello come unità di misura della loro virilità (lo slogan del nuovo grattacielo è "il mio è più alto"). Tenuto conto di questo si capisce perché Barry Sonnenfeld, il regista di ottimi film per famiglie come La famiglia Addams e Men in Black (nonché il produttore di un delizioso omaggio all'animazione Disney, Come d'incanto), abbia voluto Kevin Spacey nei panni del protagonista: l'ironia e sarcasmo dei quali l'attore riesce ad infondere qualsiasi sua interpretazione avrebbero dovuto essere l'asso nella manica per questa commedia con elementi di critica sociale.
Purtroppo però Spacey è circondato da un cast di insopportabile melensaggine, a cominciare dalla moglie (Jennifer Garner) e la figlia (Malina Weissman) per proseguire con una serie di figure stereotipate che non rendono giustizia al fondo di (amara) verità che sottende le interpretazioni di Spacey (per quasi tutto il film in voce fuori campo: possiamo solo immaginare il suo timbro caratteristico dietro il pur valido doppiaggio italiano) e di Christopher Walken nei panni di Felix Perkind. Peccato perché le sequenze iniziali, con un lancio di paracadute da cartone animato, facevano sperare in un'esecuzione originale che facesse dell'artigianalità di mezzi la marcia in più del racconto.
Così com'è, Una vita da gatto resta un gradevole film per famiglie che non sa spingere sull'acceleratore della comicità surreale promessa dalla produzione "autoriale" francese e dal talento di Sonnenfeld e Spacey.